
"La possibilità di identificarsi con un'entità potente e ricca (l'azienda o il padrone) rappresenta la carota. Ma c'è il bastone. La cosa che più mi ha colto impreparata e che ho trovato maggiormente offensiva, nei posti in cui ho lavorato (ebbene sì, qui viene fuori la mia condizione di privilegio borghese), è stata la misura in cui al lavoratore non qualificato si richiede di rinunciare ai propri diritti fondamentali e (ed è in fondo la stessa cosa) al rispetto di sè. Me ne resi conto alle prime battute del mio lavoro di cameriera, quando mi ammonirono che la direzione poteva decidere di perquisirmi la borsetta in qualunque momento. Benché non ci tenessi nascoste saliere rubate né altri oggetti compromettenti, come a tutte le donne l'idea che degli estranei mi frugassero nella borsetta mi fece sentire, come posso esprimermi? violata. Una breve indagine mi aveva confermato che questa pratica è perfettamente lecita: se la borsetta si trova sulla proprietà del padrone (com'è ovvio che sia), questi ha il diritto i esaminarne il contenuto".
Testo: Barbara Ehrenreich, Una paga da fame. Come (non) si arriva a fine mese nel paese più ricco del mondo, trad. it. di Adriana Bottini, Milano: Feltrinelli, 2002 (2001), pp. 144-145.
Immagine: Fotogramma di Modern Times (Charles Chaplin, 1936).
Immagine: Fotogramma di Modern Times (Charles Chaplin, 1936).







